
Il luogo dove insediare un
villaggio, una casa o comunque qualcosa di stabile, nel passato, veniva
accuratamente scelto con metodi, filosofie e simbolismi strettamente legati alle
origini di quelle popolazioni. Era la ricerca del Genius loci. L’idea
che, sia sopra che nel sottosuolo di particolari località vi fossero influenze
più o meno favorevoli alla vita, è sempre stata presente in tante tradizioni.
Certe popolazioni facevano vivere per qualche tempo alcuni animali nel luogo in
esame, poi li macellavano e ne analizzavano le interiora per valutarne eventuali
malformazioni, o interpretandone significati divinatori. Al contrario avveniva
per la scelta del sito dove costruire un tempio o qualsiasi altro manufatto
sacro, con l’idea che il luogo non adatto alla vita produce sofferenza che
avvicina alla propria spiritualità e quindi al dio. Questa pare fosse la
motivazione. Sta di fatto che, con il succedersi delle tradizioni religiose, i
vari templi venivano “riciclati”, e se distrutti, però, sempre in quel preciso
punto si ricostruivano. Quella posizione era quindi molto importante.
Il feng shui prevede che
la località più adatta per costruire una casa e qualsiasi altro ambiente, o dove
realizzare un qualsiasi spazio all’aperto, come giardini e parchi, deve
rispondere ad una serie di requisiti, trai quali, il simbolismo dei quattro
animali: la tartaruga nera, il drago verde, la fenice rossa e la tigre bianca. Poi
l’orientamento geografico del luogo e la compatibilità con l’orientamento più
adatto agli individui interessati; la presenza di acqua sopra e sotto il suolo
ed oggi, anche di infrastrutture tecnologiche che in passato non esistevano
come linee dell’alta tensione, ferrovie o altro.
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