
Esistono, nella mitologia
cinese, tracce del feng shui (letteralmente, vento-acqua), fin dal 4000 a.C., quando i re sciamani delle tribù erano capaci di interpretare i segreti
dell’acqua e del vento, appunto, fornendo così ai contadini le indicazioni per
le coltivazioni.
Già verso il 2000 a.C. l’arte
divinatoria degli sciamani usa il feng shui per prevedere gli eventi e si
comincia a parlare del Bagua (il “quadrato magico”), lo strumento
fondamentale di questa disciplina, mentre intorno al 600 a.C. ne avviene
l’evoluzione filosofica con il Tao.
Il culto per i defunti fa usare
il feng shui, con l’invenzione della bussola, per individuare il luogo
migliore dove seppellirli affinché godano delle migliori condizioni e di
conseguenza proteggano i propri discendenti.
Dal 200 a.C. al 200 d.C. il
feng shui decideva del luogo dove far nascere una città e della sua
disposizione urbanistica, del posizionamento dei palazzi imperiali, degli
edifici pubblici e delle abitazioni.
Si comincia ad insegnare questa
disciplina verso il 600 d.C. con le caratteristiche di una vera e propria
scienza.
Seguono per il feng shui
periodi di crescita ed abbandono, spesso per cause ideologico-politiche, ma la
sua forza è stata ed è tale che ancora oggi in molti paesi asiatici non si muove
uno spillo senza prima consultare il “maestro di feng shui”.
Verso la fine dell’’800, un
missionario protestante inglese, E.J.Eitel lo fece conoscere in occidente, e
rapidamente il feng shui si è diffuso in Europa, Sud Africa e Nord
America.
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