Il fascino delle piramidi egizie, la grandiosità della Mesopotamia, il mistero dei Maya, la magia degli antichi sciamani siberiani, la sacralità dei Celti, il segreto racchiuso nel crocicchio delle città etrusche e poi Pitagora, i numeri arabi, la potenza di Roma imperiale e i cinesi con il feng shui: tutte manifestazioni della conoscenza che avevano i nostri antenati delle relazioni segrete esistenti tra la vita sulla Terra ed i cicli della natura e delle forze dell’Universo. Il vento, la potenza dell’energia e l’acqua, l’essenza della vita, quando sono armonicamente connessi con l’Uomo, con la Terra e con l’Universo, rappresentano un aspetto della filosofia del feng shui.

 

Un altro aspetto è la “grotta” e poi la “casa” che ha rappresentato per ogni essere vivente sulla terra il simbolo del rifugio, della protezione, della guarigione, della madre e del suo utero. Questo significato simbolico, inteso come rapporto privilegiato tra mondo interiore e realtà esterna, che lo “spazio” abitativo ha formato nel corso dei millenni nell’inconscio collettivo, porta ad una forte relazione tra “luogo” e comportamenti psico-fisici ed emotivi umani. Heidegger e Jung studiarono a fondo questo significato simbolico-comportamentale, andando oltre la psicologia tradizionale che non lo prendeva in considerazione.

 

“…abitare è il modo in cui tu sei e io sono, la maniera in cui gli esseri umani sono sulla terra…” (Heidegger).

 

“Nella mia stanza di ritiro sono solo con me stesso… E’ il cantuccio della riflessione e della immaginazione, un luogo di concentrazione spirituale” (Jung).